Procurement e Approvvigionamenti

Un’alternativa non è tale finché non è davvero utilizzabile

20 Ottobre 2026 · Giacomo Bagni
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Nel procurement sanitario, avere un secondo prodotto a catalogo non significa avere una vera alternativa.

Grafica editoriale sul procurement che mostra il passaggio da prodotto principale ad alternativa attraverso verifica di compatibilità, disponibilità e attivabilità.

Quando un prodotto diventa difficile da reperire, una delle prime domande è:

“Abbiamo un’alternativa?”

La risposta spesso arriva rapidamente.

“Sì, c’è quest’altro prodotto.”

Ma quella risposta può essere prematura.

Perché un’alternativa non esiste soltanto perché un altro articolo sembra simile.

Deve essere realmente utilizzabile nel contesto in cui serve.

E questo richiede più verifiche di quanto sembri.

Somigliante non significa equivalente

Due prodotti possono avere:

Ma questo non significa automaticamente che possano essere utilizzati nello stesso modo.

Nel procurement sanitario una sostituzione può coinvolgere:

Per questo la semplice somiglianza commerciale non basta.

L’alternativa deve essere verificata prima dell’urgenza

Il momento peggiore per capire se un prodotto alternativo funziona è quando il prodotto principale è già indisponibile.

A quel punto il tempo è poco.

La pressione aumenta.

Le verifiche diventano più difficili.

E l’organizzazione tende a scegliere la soluzione più rapidamente accessibile.

Un procurement maturo dovrebbe invece identificare in anticipo, almeno per i prodotti più critici:

La continuità si costruisce anche così.

Un’alternativa tecnica può non essere un’alternativa operativa

Un prodotto può essere teoricamente adeguato e comunque difficile da utilizzare.

Per esempio perché:

Quindi la domanda non dovrebbe essere soltanto:

“Può sostituire il prodotto?”

Ma anche:

“Il nostro sistema riesce realmente a utilizzarlo?”

Anche la disponibilità dell’alternativa deve essere reale

Esiste poi un secondo rischio.

Trovare un prodotto alternativo e scoprire che, nel momento in cui serve, non è realmente disponibile.

Una vera alternativa dovrebbe essere valutata anche rispetto a:

Se due prodotti dipendono dallo stesso punto critico della supply chain, potrebbero sembrare due alternative ma condividere lo stesso rischio.

Il secondo fornitore non è sempre una seconda fonte

Questo è un punto importante.

Avere due fornitori commerciali non significa necessariamente avere due fonti indipendenti.

Entrambi potrebbero acquistare:

In quel caso la diversificazione è solo apparente.

Per valutare la resilienza bisogna capire cosa c’è dietro il fornitore immediato.

Le alternative devono essere classificate

Non tutte le alternative hanno lo stesso livello di prontezza.

Potremmo distinguere, per esempio:

Alternativa identificata
Esiste un possibile prodotto sostitutivo, ma non è ancora stato verificato.

Alternativa verificata
Sono state valutate le caratteristiche rilevanti.

Alternativa operativamente utilizzabile
L’organizzazione sa come inserirla nel proprio processo.

Alternativa disponibile
Esiste anche una fonte di approvvigionamento concretamente accessibile.

Alternativa pronta
Può essere attivata con tempi compatibili con il rischio previsto.

Queste condizioni non sono equivalenti.

E renderle visibili evita di sovrastimare la reale resilienza.

Il catalogo non deve creare un’illusione di sicurezza

Un’organizzazione può avere molte referenze.

Molti fornitori.

Molti prodotti simili.

E sentirsi per questo protetta.

Ma il numero delle opzioni non coincide necessariamente con la capacità di sostituzione.

Il punto non è quante alternative esistono sulla carta.

È quante sono realmente attivabili.

Il procurement deve sapere quali prodotti meritano questa analisi

Non ha senso costruire un dossier complesso per ogni articolo.

Anche qui serve una logica di rischio.

Le alternative devono essere definite prima soprattutto per prodotti:

La profondità dell’analisi deve essere proporzionata alla criticità.

La sostituzione deve avere un percorso

Quando serve attivare un’alternativa, dovrebbe essere chiaro:

Senza questo percorso, anche una buona alternativa può essere utilizzata male.

Il vero salto

Il vero salto avviene quando il procurement smette di chiedere soltanto:

“Esiste un prodotto simile?”

e comincia a chiedere:

“Abbiamo un’alternativa realmente verificata, disponibile e attivabile?”

È una domanda più difficile.

Ma racconta molto meglio il livello reale di continuità.

In sintesi

Una vera alternativa deve essere:

Un’alternativa che scopriamo di non poter usare quando serve non è un’alternativa. È soltanto un’altra referenza.

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