Il procurement sanitario è l’insieme dei processi con cui una struttura decide che cosa acquistare, da chi, a quali condizioni e con quali controlli. Non è la funzione che emette ordini: è il sistema di governo che determina costi, disponibilità dei prodotti, conformità normativa e continuità dell’assistenza.
Nella maggior parte delle organizzazioni sanitarie gli acquisti vengono trattati come un’attività esecutiva: arriva una richiesta, si emette un ordine, si riceve la merce. In questa lettura il procurement è un centro di costo da comprimere.
La realtà operativa è diversa. Le decisioni di acquisto vincolano per mesi la disponibilità dei prodotti, la qualità delle forniture, i rapporti con i produttori e la capacità della struttura di reggere picchi di domanda o carenze di mercato. Sono decisioni di governo, non di esecuzione.
Le criticità che emergono più spesso in fase di assessment non riguardano il prezzo unitario, ma la struttura del processo:
L’intervento parte sempre da una fotografia dei dati reali della struttura — consumi, fornitori, processi, documentazione — e non da un modello preconfezionato. Solo dopo l’assessment si definiscono le priorità e si costruisce il piano di intervento.
L’impianto metodologico è GHOS (GINGAB Healthcare Operating System), sviluppato in collaborazione con Tekpo S.r.l.: un modello operativo che integra processi, indicatori, governance dei fornitori e strumenti digitali.
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È l’insieme dei processi con cui una struttura sanitaria decide che cosa acquistare, da quali fornitori, a quali condizioni e con quali controlli di conformità. Comprende analisi dei consumi, selezione e qualifica dei fornitori, negoziazione, gestione delle scorte e monitoraggio dei risultati.
Nel vincolo normativo e nella criticità clinica. Farmaci e dispositivi medici sono soggetti a requisiti specifici di qualità, tracciabilità e distribuzione; una rottura di stock non è un disservizio commerciale ma un problema assistenziale.
Da un assessment sui dati reali: analisi dei consumi, mappatura dei fornitori e dei processi di acquisto esistenti. Senza questa base ogni intervento resta un’ipotesi.
No. Le strutture singole ne traggono beneficio in termini di controllo dei costi e conformità; i gruppi multi-sede soprattutto in termini di coerenza fra sedi e potere negoziale verso i fornitori.
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