In oncologia i risultati migliorano. L’accesso resta diseguale.
Ogni dicembre, AIOM e AIRTUM pubblicano il rapporto “I numeri del cancro in Italia”. E’ uno dei documenti piu completi che il sistema sanitario italiano produce su se stesso: non solo quante persone si ammalano, ma come il sistema risponde. L’edizione 2025, presentata il 18 dicembre a Roma, racconta una storia a due velocita. Da un lato, risultati clinici che migliorano in modo solido e misurabile. Dall’altro, un accesso alle cure che resta profondamente diseguale a seconda di dove si vive. Per chi si occupa di organizzazione sanitaria, e proprio questa seconda parte della storia – non la prima – a meritare l’attenzione maggiore.
I dati principali del rapporto
Nel 2025 in Italia sono stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2024 (390.100). Le stime europee indicano una riduzione dell’incidenza rispetto all’anno precedente, piu marcata in Italia rispetto alla media europea.
Sul fronte della mortalita, il miglioramento e netto: -9% di decessi oncologici negli ultimi dieci anni, con punte del -24% per il tumore del polmone e -13% per il colon-retto. Nel 2022 l’Italia ha registrato un tasso di mortalita inferiore del 3,1% rispetto alla media dell’Unione Europea, circa 6.800 decessi in meno rispetto a quanto atteso sulla media UE27.
La sopravvivenza a 5 anni supera quella media europea nei tumori piu frequenti: 86% contro 83% per la mammella, 64,2% contro 59,8% per il colon-retto, 15,9% contro 15% per il polmone.
Perche la mortalita diminuisce
Il rapporto indica ragioni cliniche e organizzative insieme. Sul piano clinico contano i progressi terapeutici. Ma il dato che interessa una lettura organizzativa e un altro: tra il 2020 e il 2024 e cresciuta in modo sostanziale l’adesione ai programmi di screening organizzato. La copertura dello screening mammografico e passata dal 30% al 50%, quella del test per il colon-retto dal 17% al 33%, quella cervicale dal 23% al 51%.
Non e un dato clinico. E’ un dato di capacita organizzativa: la differenza tra avere un programma di screening sulla carta e riuscire davvero a farvi accedere la popolazione.
Il ruolo dell’organizzazione e degli screening
Nel 2024 sono state invitate 16.218.860 persone ai programmi di screening organizzato; 6.481.002 hanno effettivamente eseguito il test. E’ un tasso di risposta che dice piu sulla macchina organizzativa – inviti, logistica, capacita dei centri di erogare i test, comunicazione – che sulla propensione individuale alla prevenzione.
Il rapporto usa un concetto utile: il “target accettabile” di copertura, fissato al 50%. Per lo screening mammografico l’Italia lo raggiunge a livello nazionale. Per il colorettale (33%) no, e nessuna delle tre macro-aree del Paese raggiunge il target sullo screening colorettale.
Le differenze territoriali
La copertura dello screening mammografico e al 62% al Nord, 51% al Centro, 34% al Sud. Per il colorettale: 46% Nord, 32% Centro, 18% Sud. Per il cervicale: 62% Nord, 51% Centro, 37% Sud.
Il Meridione ha comunque fatto un progresso reale: in cinque anni la copertura e piu che triplicata su tutti e tre gli screening (mammografia dal 12% al 34%, sangue occulto fecale dal 5% al 18%, cervicale dal 12% al 37%). Il gap non si sta allargando. Ma resta ampio, e non si colma con la sola crescita percentuale: si colma quando i target diventano omogenei sul territorio.
Mobilita sanitaria e accesso alle cure
Il dato piu diretto sulla differenza tra “la cura esiste” e “la cura e raggiungibile” riguarda la mobilita sanitaria per la chirurgia della mammella. Nel 2023, su 66.351 interventi totali, 5.223 (circa l’8% a livello nazionale) sono stati eseguiti fuori dalla Regione di residenza della paziente.
La media nazionale nasconde una differenza enorme. L’indice di fuga e circa 3 volte piu alto al Sud rispetto al Centro-Nord. Lombardia (1,5%), Friuli Venezia Giulia (2,5%) e Lazio (4%) hanno gli indici piu bassi. In Calabria si arriva quasi al 50% degli interventi eseguiti fuori Regione. Basilicata e Molise seguono a ruota.
Il rapporto stesso nota una correlazione diretta: le Regioni con l’indice di fuga piu alto sono anche quelle con la copertura di screening piu bassa. Non sono due problemi distinti: sono la stessa capacita organizzativa, misurata da due angolazioni diverse.
Cosa devono misurare le organizzazioni sanitarie
Il Presidente AIOM, Massimo Di Maio, segnala un punto che raramente compare nelle sintesi giornalistiche: il carico di lavoro per le strutture sanitarie cresce piu velocemente della forza lavoro disponibile. E’ lo stesso principio che vale per qualunque sistema organizzativo sotto pressione crescente: un sistema che funziona con margini stretti mostra le proprie crepe quando il volume aumenta, non quando e a riposo.
Per chi progetta o valuta organizzazioni sanitarie, i numeri di questo rapporto suggeriscono tre indicatori da tenere sotto osservazione, piu utili della sola incidenza o mortalita aggregata: il divario tra copertura di screening effettiva e target accettabile per area geografica; l’indice di fuga sanitaria per patologia e Regione, come proxy della capacita di presa in carico locale; il tasso di risposta agli inviti, come indicatore di efficienza del processo, non solo di adesione del paziente.
Il vero salto
Il vero salto non e ottenere risultati clinici migliori: l’Italia, in media, li sta gia ottenendo, e meglio della media europea. Il vero salto e smettere di misurare il sistema sanitario solo per la sua media nazionale, e iniziare a misurarlo per la sua varianza territoriale. Una cura che esiste ma non e raggiungibile ovunque allo stesso modo non e ancora un sistema che funziona. E’ un sistema che funziona in alcuni posti.
Conclusione
I dati AIOM 2025 raccontano un sistema sanitario che, nel suo complesso, sta ottenendo risultati oncologici solidi. Ma “nel complesso” e la parte piu ingannevole di questa frase. La vera domanda per chi governa organizzazioni sanitarie non e se il sistema funziona, ma per chi funziona, e con quale grado di uniformita.
Questo articolo ha finalita informative e organizzative e non fornisce indicazioni cliniche individuali. Per informazioni sulla propria situazione clinica specifica, si rimanda al proprio medico curante o specialista di riferimento.
Fonti primarie
AIOM, AIRTUM, Fondazione AIOM, Osservatorio Nazionale Screening (ONS), PASSI, PASSI d’Argento, SIAPeC-IAP. “I numeri del cancro in Italia 2025”. Comunicato ufficiale: aiom.it. Rapporto integrale: 2025_NDC_web.pdf.
Giacomo Bagni
Consulente direzionale
Governance & Integration Network for Global Healthcare Acquisition & Buying
Questo tema fa parte del lavoro GINGAB su GHOS, il sistema operativo per la governance degli acquisti e accesso ai mercati sanitari europei.