Accesso al mercato sanitario italiano ed europeo

L’accesso al mercato sanitario riguarda due direzioni opposte: produttori e distributori europei che vogliono entrare nel mercato italiano, e strutture italiane che vogliono rendersi accessibili a pazienti provenienti da altri Paesi europei. In entrambi i casi l’ostacolo raramente è il prodotto: sono i canali, gli interlocutori e i percorsi autorizzativi.

Entrare nel mercato italiano

Il mercato sanitario italiano ha una struttura articolata: convivono sanità pubblica e privata, gruppi multi-sede e strutture singole, centrali di acquisto e negoziazione diretta. Chi arriva dall’estero replicando il modello commerciale del proprio Paese trova spesso porte formalmente aperte e sostanzialmente chiuse.

Aprirsi ai pazienti europei

La Direttiva 2011/24/UE disciplina l’assistenza sanitaria transfrontaliera e le condizioni alle quali un cittadino europeo può ricevere cure in un altro Stato membro. Per una struttura italiana rappresenta una possibilità concreta di intercettare domanda estera, a condizione di costruire il percorso in modo corretto.

Su questo tema è disponibile una trattazione dedicata: Direttiva 2011/24/UE — guida completa alla mobilità sanitaria europea.

Esperienza diretta, non solo teorica

L’attività si fonda su gestione operativa diretta in più mercati europei — Germania (Logiges GmbH) e Romania (MeBa) — su relazioni consolidate con produttori nazionali e multinazionali, e su percorsi autorizzativi effettivamente costruiti e gestiti per pazienti europei ai sensi della Direttiva 2011/24/UE.

Approfondimenti

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Domande frequenti

A chi si rivolge questo servizio?

A produttori e distributori europei che vogliono accedere al mercato sanitario italiano, e a strutture sanitarie italiane che vogliono rendersi accessibili a pazienti provenienti da altri Paesi europei.

Che cos’è la Direttiva 2011/24/UE?

È la direttiva europea sull’assistenza sanitaria transfrontaliera: stabilisce le condizioni alle quali un cittadino di uno Stato membro può ricevere cure in un altro Stato membro e vedersi riconosciuti i relativi costi secondo le regole previste.

Serve una sede legale in Italia per accedere al mercato?

Dipende dal tipo di prodotto, dal canale distributivo scelto e dal ruolo che l’azienda intende assumere. È una valutazione da fare caso per caso, insieme alle figure professionali competenti sul piano societario e regolatorio.

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