Sistema Sanitario e Accesso alle Cure

Un farmaco su tre viene alterato in RSA. Il problema non e chi lo fa.

1 Gennaio 2026 · Giacomo Bagni
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Un farmaco su tre viene alterato in RSA. Il problema non e chi lo fa.

Il progetto “Prescription Day LTCFs 2024”, promosso dalla Societa Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) in collaborazione con la Fondazione ANASTE Humanitas, e la prima indagine nazionale italiana sulla prescrizione e somministrazione dei farmaci nelle Residenze Sanitarie Assistenziali. La metodologia e i risultati sulle caratteristiche del campione sono stati pubblicati su Aging Clinical and Experimental Research l’11 ottobre 2025. Le prime evidenze, anche quelle non ancora incluse nella pubblicazione scientifica, disegnano un problema non di persone ma di sistema.

Lo studio: cosa dice la pubblicazione scientifica

Lo studio ha coinvolto 3.400 residenti in 82 strutture italiane, con un’eta media di 84,7 anni. La popolazione osservata presenta un profilo di elevata complessita clinica: il 49,7% risulta fragile secondo la scala FRAIL-NH, il 96,2% presenta almeno una limitazione nelle attivita della vita quotidiana, il 48,2% ha una diagnosi di demenza. Sul fronte farmacologico, il numero medio di farmaci prescritti per residente e 7,7; l’84,8% dei residenti assume almeno 5 farmaci (soglia clinica di polifarmacoterapia) e il 24,0% ne assume 10 o piu (polifarmacoterapia eccessiva). Il 15,5% dei partecipanti presenta disfagia.

Le prime evidenze sulla manipolazione dei farmaci

Oltre ai dati pubblicati sulla metodologia e sul profilo del campione, i ricercatori dello studio hanno reso pubbliche, in sede di presentazione dei risultati preliminari a dicembre 2025, prime stime sulla manipolazione delle forme farmaceutiche solide: una quota rilevante di compresse verrebbe divisa o triturata, e una parte delle capsule aperta e mescolata a cibi o bevande per facilitare la deglutizione, con una percentuale di manipolazioni giudicate non appropriate attorno al 13% dei casi osservati. Segnalo che questi valori specifici, a differenza dei dati sul profilo del campione riportati sopra, non risultano ancora presenti nella pubblicazione scientifica di ottobre 2025, che descrive la metodologia dello studio: risultano finora solo da dichiarazioni pubbliche dei ricercatori, in attesa della pubblicazione dei risultati completi.

Perche la manipolazione inappropriata e rischiosa

La letteratura citata nello studio SIGG-ANASTE e chiara sui rischi: alterare capsule gastroresistenti ne compromette il rivestimento protettivo, con possibili effetti tossici e riduzione dei benefici terapeutici; modificare formulazioni a rilascio controllato puo alterarne la velocita di assorbimento. Lo studio segnala inoltre che la manipolazione delle forme farmaceutiche solide aumenta il carico di lavoro infermieristico, oltre a comportare, quando priva di adeguate protezioni, un rischio per gli stessi operatori sanitari nella movimentazione delle polveri.

Un problema di sistema, non di singolo operatore

Lo studio stesso individua tra le cause della variabilita osservata tra strutture fattori organizzativi: differenze nei modelli gestionali e amministrativi delle RSA italiane, nella disponibilita di personale (fisioterapisti, geriatri, medici di base), e nel contesto regionale dei servizi sanitari disponibili. Non e un tema che si risolve con la sola attenzione del singolo infermiere di turno: e una questione di processi, competenze disponibili in struttura e linee guida condivise.

Cosa possono fare le organizzazioni

Il tema chiama in causa piu ruoli insieme: il medico prescrittore, che dovrebbe valutare fin dalla prescrizione formulazioni alternative quando la deglutizione e un problema noto; il farmacista, la cui consultazione sistematica su quali farmaci possano essere alterati in sicurezza resta, nella pratica, non strutturata nella maggior parte delle strutture; l’organizzazione della RSA, che puo formalizzare protocolli scritti, formazione del personale e strumenti di protezione per chi manipola i farmaci.

Il vero salto

Il vero salto non e eliminare la manipolazione dei farmaci nelle RSA: in molti casi resta l’unica soluzione praticabile per la sicurezza della deglutizione. Il vero salto e rendere quella pratica un processo governato, con regole scritte e responsabilita chiare, invece di una prassi lasciata al giudizio individuale del momento.

Conclusione

Il profilo di complessita clinica emerso dallo studio SIGG-ANASTE (fragilita, polifarmacoterapia, disfagia) rende la gestione della somministrazione farmacologica nelle RSA italiane un tema organizzativo strutturale, non un’eccezione. Le prime evidenze sulla manipolazione, ancora da confermare nella pubblicazione scientifica completa, indicano una direzione chiara: servono protocolli condivisi tra medico, farmacista e struttura, non solo maggiore attenzione individuale.

Questo articolo ha finalita informative e organizzative e non fornisce indicazioni cliniche individuali. Per la gestione della terapia farmacologica di una persona specifica, si rimanda al medico curante, al geriatra o al farmacista di riferimento.

Fonti primarie

Malara A, Zucchelli A, Trevisan C, et al. “Polypharmacy appropriateness in Italian Long-Term Care Facilities: the nationwide prescription day point survey”. Aging Clinical and Experimental Research 37, 291 (2025). https://doi.org/10.1007/s40520-025-03183-5 (accesso libero).

Giacomo Bagni

Consulente direzionale
Governance & Integration Network for Global Healthcare Acquisition & Buying

Questo tema fa parte del lavoro GINGAB su governance degli acquisti e accesso ai mercati sanitari europei.