Un buon sistema riduce il bisogno di eroismo.

Quelle che trovano sempre una soluzione.
Quelle che restano fino a tardi.
Quelle che conoscono ogni eccezione.
Quelle che, anche sotto pressione, riescono sempre a “salvare la situazione”.
Sono persone preziose.
Ma quando un’organizzazione dipende continuamente dal loro intervento, vale la pena fermarsi a riflettere.
L’eroismo non è un modello operativo
Molte aziende celebrano chi risolve i problemi.
È giusto riconoscere l’impegno.
Ma un sistema che ha bisogno di essere salvato ogni giorno non è un sistema efficiente.
È un sistema che trasferisce la propria fragilità sulle persone.
Il rischio nascosto
Quando tutto dipende dall’esperienza di pochi, l’organizzazione diventa vulnerabile.
Basta una ferie.
Una malattia.
Un cambio di ruolo.
E ciò che sembrava funzionare improvvisamente si blocca.
Non perché siano venute meno le competenze.
Ma perché il sistema non era stato progettato per funzionare senza l’intervento continuo di quelle persone.
I sistemi migliori rendono il lavoro più semplice
L’obiettivo non è eliminare il valore delle persone.
È permettere alle persone di concentrarsi sulle decisioni importanti, invece di spegnere continuamente incendi.
Un buon sistema rende il lavoro più prevedibile.
Riduce le eccezioni.
Rende chiari i flussi.
Diminuisce la dipendenza dalla memoria individuale.
Il vero salto
Le organizzazioni più solide non sono quelle con gli eroi migliori.
Sono quelle che hanno costruito sistemi che permettono a persone normali di ottenere risultati straordinari con continuità.
Perché il successo non dovrebbe dipendere ogni giorno da uno sforzo eccezionale.
Dovrebbe essere il risultato naturale di un sistema progettato bene.
Giacomo Bagni
Consulente direzionale
Governance & Integration Network for Global Healthcare Acquisition & Buying
Questo tema fa parte del lavoro GINGAB su governance degli acquisti.