La supply chain sanitaria è il percorso che farmaci e dispositivi medici compiono dal produttore fino al punto di utilizzo clinico. Comprende approvvigionamento, trasporto, stoccaggio, movimentazione interna e distribuzione ai reparti, con vincoli di tracciabilità e conservazione che altri settori non hanno.
Una rottura di stock in ambito industriale è un problema commerciale. In sanità è un problema assistenziale: un farmaco indisponibile o un dispositivo mancante si traducono in un intervento rinviato o in una terapia modificata.
A questo si aggiungono vincoli specifici: catena del freddo, tracciabilità dei lotti, scadenze, requisiti di conservazione, obblighi documentali sulla distribuzione. La supply chain sanitaria è un processo regolato, non solo logistico.
Lo stato di un magazzino sanitario è quasi sempre il riflesso di decisioni prese altrove. Scorte eccessive su prodotti a bassa rotazione, capitale immobilizzato, scadenze ravvicinate e allo stesso tempo rotture di stock sui prodotti critici non sono problemi di magazzino: sono problemi di pianificazione e di rapporto con i fornitori.
Per questo l’intervento non parte mai dal riordino fisico degli spazi, ma dall’analisi di ciò che accade prima: come si stima il fabbisogno, come si decide il riordino, come si gestiscono i lead time.
L’approccio nasce da gestione operativa diretta e non solo da consulenza: direzione di attività di distribuzione di farmaci e dispositivi medici, organizzazione di magazzini, e gestione operativa in Germania (Logiges GmbH) e in Romania (MeBa).
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È l’insieme dei processi che portano farmaci e dispositivi medici dal produttore al punto di utilizzo clinico: approvvigionamento, trasporto, stoccaggio, movimentazione interna e distribuzione ai reparti, con i vincoli di tracciabilità e conservazione previsti dalla normativa.
No. L’obiettivo è dimensionarle correttamente: ridurre il capitale fermo su prodotti a bassa rotazione e garantire invece disponibilità sui prodotti critici. Tagliare le scorte in modo indifferenziato sposta il problema, non lo risolve.
Con anticipo e con relazioni consolidate. In condizioni di carenza i fornitori allocano le quantità disponibili sulla base della storia e dell’affidabilità del cliente: la posizione si costruisce prima che la carenza si presenti.
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